Una carriera nel calcio si costruisce in anni, non in una stagione – Go2Pro

Una carriera nel calcio si costruisce in anni, non in una stagione

Ogni anno migliaia di bambini sono i più forti della loro squadra. Pochissimi diventano professionisti. Non è un fatto triste. È semplicemente la forma del gioco. Ciò che distingue chi va avanti è raramente il talento a undici anni. È quello che succede nei sei o sette anni successivi. Ecco una mappa semplice di quel tempo.

Intorno ai 12: divertirsi e toccare tanti palloni

A questa età il compito è giocare. Tanti tocchi, tante partitelle a ranghi ridotti, ruoli diversi. Un bambino che nello stesso mese fa l’attaccante, il difensore e il portiere impara più di uno a cui a dieci anni dicono che è “un numero 9”. Nessuno può dire a dodici anni chi diventerà professionista. Chi sostiene di saperlo sta tirando a indovinare.

Intorno ai 15: le abitudini iniziano a contare

È il momento in cui per molti giocatori le cose si fanno serie, ed è anche il momento in cui molti smettono. I corpi cambiano a velocità diverse. Il ragazzo più veloce a tredici anni può essere raggiunto dagli altri a quindici. Quelli che continuano a migliorare sono quelli che si allenano con attenzione, dormono bene, mangiano normalmente e si presentano anche quando fa freddo. Il talento ti fa notare. Le abitudini ti tengono dentro.

Intorno ai 18: decisioni, non sogni

A questo punto il quadro è più chiaro. Alcuni giocatori sono in un settore giovanile. Alcuni in buone squadre dilettantistiche. Alcuni in nessuna delle due e giocano comunque bene. Qui la domanda utile non è “ce la farò?” ma “qual è il prossimo passo realistico?”. Un contratto semiprofessionistico, una squadra universitaria, un provino all’estero, una stagione in una categoria inferiore dove si giocano partite vere ogni settimana. Ognuna di queste è una mossa di carriera. Nessuna è un fallimento.

Le cose che chiudono le carriere in anticipo

  • Smettere dopo una stagione storta o un rifiuto.
  • Inseguire ogni estate un club più grande invece di giocare con continuità.
  • Infortuni a cui non è stato dato il tempo di guarire.
  • Genitori e giocatori convinti che il parere di un solo scout sia la parola definitiva.

Dove entra Go2Pro

Un Passport calcistico è utile perché mostra un giocatore nel tempo. Una clip di una bella giornata dice poco. Trenta clip in due stagioni raccontano a uno scout come sei cresciuto. Pubblica con regolarità, tieni il profilo onesto e lascia che il percorso si costruisca. Gli scout verificati guardano quello che hai fatto, non quello che qualcuno ha promesso che avresti fatto.

Un ultimo pensiero

La maggior parte dei professionisti non era la più forte della propria annata a dodici anni. Erano quelli che continuavano a migliorare a diciassette. Concediti gli anni. Gioca le partite. Tieni traccia del percorso.

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